I Manoscritti del Mar Morto (o Rotoli del Mar Morto) sono un insieme di manoscritti rinvenuti nei pressi del Mar Morto.
Di essi fanno parte varie raccolte di testi, tra cui i Manoscritti di Qumran, che ne costituiscono una delle parti più importanti. I rotoli del Mar Morto sono composti da circa 900 documenti, compresi testi della Bibbia ebraica, scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte dentro e intorno al uadi di Qumran, vicino alle rovine dell'antico insediamento di Khirbet Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto. I rotoli del Mar Morto riportavano in forma integrale e parziale tutti i libri dell'Antico Testamento tranne Ester, e la cosa sorprendente che erano identici alle copie della Bibbia ebraica arrivata fino a noi grazie alle trasmissioni masoretiche tranne che per varianti minime. Gli scribi, infatti, dovevano seguire minuziosamente delle regole ben precise per la copiatura dei rotoli della Legge (Codici). Ne riassumo alcune.
1° Ogni pergamena doveva contenere un certo numero di colonne, sempre uguale per tutto il Codice.
2° La lunghezza di ogni colonna non doveva essere inferiore a 48 linee né superiore a 60.
3° Un originale autenticato doveva servire da riferimento e lo scriba non doveva assolutamente deviare dal testo.
4° Nessuna parola né lettera, nemmeno uno iod (י), doveva essere scritto a memoria, senza che lo scriba abbia guardato il codice di riferimento davanti a lui.
5° Fra ogni consonante si doveva lasciare lo spazio di un capello o un filo.
6° Fra un paragrafo (o sezione) e il successivo si doveva lasciare lo spazio di nove consonanti.
7° Fra un libro e il successivo si doveva lasciare tre righe.
8° Il quinto libro di Mosè doveva terminare esattamente con una riga, i rimanenti non necessariamente.
9° Lo scriba doveva essere vestito dell'intero abito giudaico.
10° Doveva essere lavato.
11° Non poteva scrivere il nome di Dio con una penna appena intinta nell'inchiostro.
12° Anche se un re gli avesse rivolto la parola mentre scriveva quel Nome, non doveva prestargli attenzione.
Seguono poi le istruzioni per il tipo di pergamena, le corde per legarla, la ricetta per l'inchiostro. I rotoli che non venivano copiati secondo queste regole erano destinati ad esser sepolti o bruciati, oppure venivano banditi dal servizio sacro e utilizzati come libri di lettura.
Come scrisse lo storico ebreo Giuseppe Flavio: "Abbiamo dato dimostrazione pratica della nostra riverenza alle Scritture. Anche se sono passate lunghe ere nessuno ha osato aggiungere, togliere o alterare una sola sillaba; c'è un istinto che ogni ebreo si porta dentro dal giorno della nascita, che lo spinge a consierare le Scritture come decreti divini in base ai quali vivere e se ne necessario morire serenamente".
(fonti: Wikipedia)


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